SARDEGNA: ALLA SCOPERTA DEL SUPRAMONTE

Supramonte

In collaborazione con “Destinazione Sulcis”

Il Supramonte è un complesso montuoso di altopiani carbonatici che occupano la parte centro-orientale della Sardegna. Terra affascinante con gole, pareti scoscese e montagne antiche modellate dal tempo.La sua estensione è di 35 mila ettari ed è tanto ampia da racchiudere i territori di 5 paesi: Baunei, Dorgali, Oliena, Orgosolo, Urzulei.

Il programma si svolge in 8 giorni:

1°giorno

Arrivo  e trasferimento all’ agriturismo/albergo/ B&B sistemazione e cena.

2°giorno

Trekking a Cala Biriola (Baunei):

Il percorso si snoda sulle rocce calcaree, attraverso un sentiero che si trova tra enormi ginepri e colorati terebinti, in leggera salita, per poi iniziare la discesa.
Devieremo dal sentiero principale per visitare il Cuile Piddi, uno dei Cuiles meglio conservati, ci sarà un’altra piccola deviazione che ci porterà a Sa Nurca, una profonda spaccatura della roccia, che termina su una cengia da cui si può scorgere Cala Biriala dall’alto.
Riprendendo la discesa inizia la parte più impegnativa (sconsigliata a chi soffre di vertigini), il pendio si affronta passando su una prima Iscal’e fustes con passamaneria in acciaio e successivamente su una scaletta in ferro e una seconda Iscal’è fustes. Da qui si percorre l’ultima parte del sentiero, sotto una fitta vegetazione, per arrivare agli scogli. Tra i ciottoli candidi e il mare blu, faremo la pausa pranzo e (forse)un tuffo nelle acque limpide per poi riprendere sullo stesso percorso la strada del rientro.

Attività: escursionismo (per esperti)

Difficoltà: ♦♦♦♦

Lunghezza: 6 Km

Percorso: lineare (con deviazioni)

Tempi di percorrenza: 7 ore (comprese le soste)

Interesse: geologico, naturalistico, paesaggistico, storico e fotografico

 

3°giorno

Il Canyon di Gorroppu (Dorgali – Urzulei):

La gola o canyon di Gorroppu è un monumento naturale, ed è tra i canyon più grandi in Europa per la sua profondità. La gola è profonda circa 500 metri con pareti verticali larghe da poche decine a 4 metri, meta di sportivi arrampicatori. Il percorso è facile anche se per la sua lunghezza richiede una buona preparazione fisica. Si percorrerà il sentiero che costeggia il lato sinistro del rio Flumineddu.
Si arriva all’imponente ingresso della gola, tra laghetti e piccole cascate, si cammina lungo il letto del Flumineddu. Tra rocce di bianco calcare modellate dall’acqua e una vegetazione rada è possibile incontrare la fioritura della rara aquilegia nuragica. Percorreremo i tratti del sentiero denominati “verde” e “arancione”, per poi tornare indietro e osservare le pareti strapiombanti con la luce che le illumina da ovest.

Attività: escursionismo

Difficoltà: ♦♦♦

Lunghezza: 15 Km (andata e ritorno)

Percorso: lineare

Tempi di percorrenza: 6 ore

Interesse: geologico, naturalistico, paesaggistico e fotografico

4°giorno

Punta Salinas e Cala Goloritzè:

Cala Goloritzè nasce da una frana nel 1962, è tra le cale più celebri della costa Ogliastrina, per la presenza dell’arco di roccia, per il colore bianco cangiante dei suoi calcari, ma soprattutto per la monumentale guglia di Punta Caroddi (carota) che si alza imponente e verticale dalla riva del mare fino a 156 m. di quota.
Alla Cala Goloritzè si arriva dopo aver percorso un sentiero in quota che riprende quelli dei carbonai e dei pastori passando per il Cuile Sorosoltai, proseguendo tra ginepri e rosmarini in fiore fino al Cuile Assas Altas, situato accanto ad un pendio roccioso che domina il Baccu Goloritzè da quasi 500 m. di quota.
Iniziamo la discesa deviando per il caratteristico Cuile Salinas ricavato sotto una cengia a picco sulla falesia e dal quale il pastore grazie a un tronco di ginepro detto “Udulu” poteva agevolmente salire sino a Punta Salinas. La discesa prosegue fino alla Cala Goloritzè con le sue enormi rocce bianche e la spiaggia di ciottoli.

Attività: escursionismo (per esperti)

Difficoltà: ♦♦♦♦

Lunghezza: 11 Km

Percorso: ad anello

Tempi di percorrenza: 6 ore

Interesse: geologico, naturalistico, storico, paesaggistico e fotografico

5°giorno

Escursione a Tiscali e visita ai siti di Sa Sedda ‘e sos Carros, Grotta Corbeddu e Grotta Sa Oche:

Il trekking ci porterà nel villaggio nuragico di Tiscali, costruito all’interno di una dolina carsica alla quale si arriva percorrendo un sentiero in salita, che passa attraverso una stretta fessura della roccia. Il villaggio si apre all’improvviso in una enorme cavità all’interno della quale è cresciuta una folta vegetazione.
Si percorre in discesa una parte della valle sospesa di Doloverre per rientrare alla valle nel primo pomeriggio.
Dopo pranzo visiteremo la Grotta Corbeddu, dove al suo interno sono stati fatti ritrovamenti archeologici, in particolare, alcuni resti umani risalenti a circa 20.000 anni fa, che costituiscono la più antica testimonianza dell’Homo sapiens in Sardegna.
Altro importante sito archeologico che visiteremo è il Villaggio Nuragico di Sa Sedda ‘e Sos Carros risalente ai secoli XII-IX a.C. E’ costituito da numerose capanne, ma la bellezza principale è data dalle strutture realizzate per l’utilizzo dell’acqua per funzioni sacre. Infine la Grotta detta Sa Oche scavata dai fiumi sotterranei nei calcari del Giurese.

Attività: escursionismo

Difficoltà: ♦♦

Lunghezza: 4,5 Km

Percorso: ad anello

Tempi di percorrenza: 3 ore

Interesse: geologico, naturalistico, archeologico, paesaggistico e fotografico

6°giorno

Punta La Marmora (Fonni):

Il percorso parte dal Rifugio Bruncu Spina (Fonni) su un sentiero in leggera salita, dopo alcuni tornanti arriveremo ad un pianoro dove cammineremo in cresta , fino ad Arcu Gennargentu, per poi proseguire verso la cima.
Punta La Marmora è la vetta più alta della Sardegna con i suoi 1834 m. si trova tra i territori di Arzana e Desulo, porta il nome del generale e scienziato Alberto Ferrero della Marmora che nel suo viaggio in Sardegna la misurò per primo con estrema precisione descrivendo la geologia e gli aspetti naturalistici del Gennargentu.
La cima è prevalentemente rocciosa, solo lungo i versanti vegetano il ginepro nano e altre piante basse a causa del clima rigido e ventoso. Qui è facile incontrare il Muflone e la regina del Gennargentu, l’aquila reale e godere del panorama su tutta la Sardegna a 360 gradi. Poi si visiterà il museo delle Maschere a Mamoiada.

Attività: trekking

Difficoltà: ♦♦

Lunghezza: 15 Km

Percorso: lineare

Tempi di percorrenza: 6 ore

Interesse: geologico, naturalistico, storico, paesaggistico e fotografico

7°giorno

Sa Giuntura (Urzulei):

Un trekking nel Supramonte di Urzulei che ci porterà a Sa Giuntura dove la roccia è modellata dalla forza impetuosa delle piene di due corsi d’acqua: il Rio Flumineddu che qui incontra la Codula Orbisi per unirsi poi più a valle a formare il canyon di Gorroppu.
Il percorso di rientro seguirà quello dell’andata con una deviazione alla Pischina Urtaddala, un enorme lago scavato dalla forza delle piene.
Un’escursione breve con un discreto dislivello che ci permetterà di visitare uno dei luoghi più suggestivi del Supramonte di Urzulei.

Attività: trekking

Difficoltà: ♦♦♦

Lunghezza: 5,6 Km

Percorso: lineare (con deviazione Pischina Urtaddala)

Tempi di percorrenza: 5 ore

Interesse: geologico, naturalistico, storico, paesaggistico e fotografico

8°giorno

Escursione a Perda ‘e Liana (Gairo), visita alla Grotta Su Marmuri e Stazione dell’arte di Maria Lai (Ulassai)

0ppure Gairo Vecchio (paese fantasma) e Scerì (Ilbono):

Perda ‘e Liana è un tacco calcareo che separa il massiccio del Gennargentu dalla regione dei tacchi e dei tònneri, nel territorio comunale di Gairo. Si tratta di un imponente torrione risalente all’era Giurassica risultato dell’erosione dell’acqua nel corso di milioni di anni. Con i suoi 1.293 m s.l.m. è anche il più elevato fra i tacchi dell’Ogliastra. Il torrione è alto circa 50 metri ed è visibile da tutte le montagne circostanti.
Il tacco è oggetto di storie e leggende che narrano sia la porta dell’inferno popolato da streghe e demoni nelle notti di luna piena. Dopo ci sposteremo a visitare le Grotte carsiche di Su Marmuri e la vicina Stazione dell’arte di Maria Lai (Ulassai). In alternativa possiamo visitare Gairo Vecchio, il paese fantasma abbandonato negli anni ’50 dopo essere stato semidistrutto da un’alluvione nel 1951 e a seguire potremo visitare il complesso archeologico di Scerì, un nuraghe e i resti di alcune capanne circolari.

Attività: trekking turistico

Difficoltà: ♦♦

Lunghezza: 3,5 Km

Percorso: ad anello

Tempi di percorrenza: 3 ore (comprese le soste)

Interesse: paesaggistico, storico e fotografico

QUOTAZIONI SU RICHIESTA PER GRUPPI MINIMO 6 PERSONE

 

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